Mara Lorenzi

Mi chiamo Mara Lorenzi, sono nata a Bordighera il 19 Novembre 1946 in una famiglia felice. Con mio fratello Mauro vivemmo fanciullezza e giovinezza all’aria aperta; da piccoli giocavamo a bilie e a “campana” in Piazza della Stazione, negli anni della Scuola elementare si partiva al pomeriggio con le Mamme per lunghe passeggiate (ricordo ancora le fioriture di fresie al Montenero); poi c’erano il pattinaggio sulla passeggiata a mare, la pallacanestro ai giardini Lowe, il tennis sui campi storici di Via Stoppani…… Bordighera era il nostro giardino e la nostra palestra, condivisa con tutti i compagni di scuola. Le amiche della prima elementare sono ancora le mie amiche adesso.

Dopo il Liceo Classico a Ventimiglia, mi laureai in Medicina a Torino nel 1971 non senza aver partecipato alla contestazione studentesca del ’68. Chiedevamo ai professori un dialogo con i giovani che non venne concesso; il movimento fu comunque presto stravolto dall’ingresso dei partiti politici e mi allontanai. Appena laureata partii per gli Stati Uniti perche’ volevo imparare la ricerca scientifica. Trovai all’Universita’ di California a San Francisco il mondo che avevo sognato; un mondo che permetteva ai giovani di dare il meglio di se’ stessi, incoraggiati e aiutati da docenti che erano luminari, ma accessibili come i compagni di corso. Quell’esperienza divenne scuola per i miei successivi ruoli di insegnante.

Avevo 34 anni quando divenni il Direttore del Centro del Diabete all’Universita’ di California a San Diego. In quegli anni, la mia ricerca sui meccanismi delle complicanze vascolari del diabete porto’ a risultati nuovi, quali la dimostrazione che gli alti livelli di glucosio nel sangue caratteristici del diabete sono tossici per le cellule che rivestono i vasi sanguigni, e ne causano eventualmente la morte “suicida”. Fui allora chiamata alla Scuola di Medicina di Harvard, a Boston, dove divenni Professore Ordinario e diressi per 30 anni un grande laboratorio di ricerca sulla retinopatia diabetica che contribui’ a definire i meccanismi cellulari e molecolari del danno vascolare del diabete. Furono miei allievi giovani brillanti ed entusiasti provenienti da tutti i continenti, molti sono a loro volta diventati Professori in varie Universita’, inclusa Harvard. Fui consulente dell’Istituto Nazionale della Sanita’ (NIH) negli Stati Uniti, e ricevetti vari riconoscimenti.

Mantenevo sempre rapporti con l’Italia. Presi a Torino la specializzazione in Medicina Interna mentre ero negli Stati Uniti, e divenni Visiting Professor all’Ospedale San Raffaele a Milano, dove mantengo attive a tutt’oggi collaborazioni scientifiche. Tornavo spesso a Bordighera dove avevo i genitori, mio fratello e la sua famiglia, zii e cugine. Nel 2012, giovani amici con bambini piccoli e ideali grandi avevano formato un gruppo che intendeva lavorare per un miglior futuro di Bordighera, e iniziarono ad invitarmi alle loro riunioni. Eventualmente formammo la lista Bordighera in Comune che corse nelle elezioni amministrative del 2013. Non vincemmo, ma fui eletta Consigliere.

Durante questi 5 anni non mi sono fatta spaventare dal dover fare il mio lavoro per Bordighera da oltreoceano, dove ancora avevo piene responsabilita’ professionali. Volavo da Boston ogni 6-8 settimane per tornare a Bordighera per i Consigli Comunali, ai quali con il mio collega Luca De Vincenzi abbiamo presentato un rispettabile numero di Interventi: 15 Interpellanze, 15 Interrogazioni, 16 Mozioni, 6 elaborati di Osservazioni, e 6 di Emendamenti; piu’ gli innumerevoli scritti inviati alla stampa. Malgrado il tanto lavoro, i pochi voti che le minoranze hanno a disposizione in Consiglio Comunale non mi hanno permesso di contribuire in modo concreto a forgiare un futuro diverso per Bordighera.

Ora ho completato gli impegni negli Stati Uniti, e sono tornata a vivere a Bordighera. Desidero mettermi a disposizione di questa cittadina in cui sono nata, che ho conosciuto in momenti brillanti della sua storia, e che e’ sempre stata nel mio cuore. Tra i moltissimi che condividono la preoccupazione per Bordighera, ho trovato alcune persone disposte a mettersi in gioco per condurre la nostra citta’ verso una rinascita. Con loro abbiamo formato il gruppo civico “Civicamente Bordighera” ed elaborato un piano d’azione che e’ divenuto il Programma della nostra Lista.